martedì, maggio 29, 2007
Sonia VePer un ricco interscambio, potete pubblicare qui i vostri racconti di esperienze con altre culture, riflessioni, aneddoti e momenti vissuti "on the road"
postato da: SibillaGitana alle ore 23:05 | Permalink | commenti (3)
Commenti
#1    05 Giugno 2007 - 14:44
 
L'Associazione Buskers Festival di Ferrara si propone di creare quest'anno (estate 2007), all'interno dell'area verde e ricreativa del sottomura Busker Garden, un angolo letterario con presentazione di pubblicazioni su viaggi e immigrazione - confronti tra culture. Si accettano e adesioni da autori e da editori. Sonia Serravalli
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#2    19 Agosto 2007 - 18:07
 
Sarò presente per promuovere il libro L'ORO DI DAHAB presso il Busker Garden di Ferrara - vedete sito - vi aspetto!!
Sonia
utente anonimo

#3    16 Ottobre 2007 - 21:59
 
L’incontenibile preghiera
(Scritto in macchina dal mercatino di Stellata, domenica di maggio 2007)


Non sono in competizione con nessuno scrittore in particolare – anche se Marquez ha fatto vibrare di un soffio di vita perfino le mie unghie. No, oggi ho capito che quanto allo scrivere è con la vita che sono in competizione. Ho capito che il dolore dello scrittore e di tutti i poeti maledetti della storia viene dal non arrivare mai a essere all’altezza dei romanzi che crea Lei, dei suoi perfetti rimandi. Il dolore viene dalla fatica a tratti insostenibile di incanalare a forza nella dimensione piana e analogica della scrittura la sua esuberanza digitale di dettagli e colori. Sono a uno dei miei mercati di campagna, sotto un sole cocente, a pagare con le usuali tredici ore di lavoro l’obolo alla mia libertà. Una vita scelta senza ombre di dubbio.
Dal primo mattino tutto attorno a me gira nel verso giusto: l’uomo che sogno mi cerca con focosità e premura. La persona con cui avevo litigato per sbaglio (perché sempre e solo per sbaglio si litiga) in una libreria di Bologna, dopo la mia sentita lettera di scuse, mi ha cercato per scusarsi. Ha avuto il mio numero per caso da un mio amico di Modena, che sempre “per caso” è andato a comprare il mio libro proprio lì. E oggi la stessa persona – rigorosamente dandomi del Lei, il suo modo per difendersi – mi richiama in questa canicola inebriante per chiedermi addirittura se posso organizzare una presentazione del mio libro proprio in quella libreria. Gli angeli mi svolazzano attorno favorevoli in questi giorni. L’uomo della libreria non sa la vita da zingara che conduco per pagarmi le spese settimanali e per proteggere la mia preziosa bolla di libertà e di ispirazione fuori dalle grinfie della frenesia. Mi conosce come “scrittrice”.
Ho bevuto un bicchiere di vino rosso e vegeto nella mia macchina in attesa che le persone escano di nuovo a metà pomeriggio. Scivolo dentro e fuori le fantasie con lui, il re dei miei sogni e dell’altra metà del letto vuoto. L’uomo dalle scarpe gialle.
Per la prima volta nel vino intuisco un amico caro, che non da solo esalta i colori della mia realtà: sono io che attraverso il suo spirito rosso in quest’ora di delirio e felicità li vedo veramente. I personaggi miei vicini di mercato, dalle vite colorite così lontane da quelle istituzionali, continuano ignari a fornirmi chicche da romanzo appena aprono bocca. L’artista strambo che vive su un’isola in mezzo al Po (quello che per tre euro legge il tuo animo guardandoti gli occhi) stamattina mi racconta che cerca una trappola per pavoni. Rido, pensando che non ho mai sentito parlare di un oggetto simile. Si lamenta che i pavoni in amore del suo vicino lo svegliano con urla insostenibili ad ogni alba, finché il padrone per dispetto anziché fermarli quando si sveglia comincia ad imitarli. Ordinarie storie di mercato, in questa vita che di ordinario non ha mai niente (grazie a Dio). A pranzo nel bar ombroso una donna alle mie spalle parla con un’amica tutto il tempo di divinazione. Mi chiedo se di spalle possa percepire la luce che sale da me a spirali esprimendo come una festa la mia vorace calata nel mondo, alle viscere della vita. Perché se è una medium seria si vedono.
Resto nel bar di legno con la luce riverberante da fuori molto più a lungo del previsto, immobile di spalle dentro la grazia del vino del sud, a godermi le stringhe di frasi che mi competono, godendo a fondo della consapevolezza di avere tempo. Tempo illimitato senza obblighi morali né capi che mi soffiano sul collo. Credo sia una sensazione simile a quella di avere soldi da buttare, da regalare, da sperperare. Forse solo in questo caso posso essere d’accordo col motto “il tempo è denaro”. Il tempo infatti è il mio denaro: non ho bisogno di denaro per bermelo a fondo come fosse un balsamo afrodisiaco e per essere pienamente felice.
Sdraiata in macchina nella giostra composita del calore che fanno i miei sogni, del maggio a trentacinque gradi, della stanchezza polverosa e di quell’unico bicchiere di vino, distrattamente ancora penso: “Faccio cinque lavori diversi. E pratico almeno due religioni.” Sarà difficile capirmi ma credo di essere una delle persone più libere e più felici del mondo.
Mi sveglia da sotto il porticato bucolico l’antiquario che in attesa delle persone accompagnato da una chitarra canta Celentano. Dal finestrino abbassato un amico mi scorge agonizzante nel sogno e mi regala un bicchiere di fragole con panna. Poi l’uomo dei miei sogni al cellulare, che ancora mi cerca. Scrive che stanotte ha dormito da solo – non specifica niente… Ogni singolo giorno mi capitano davanti scarpe gialle e almeno un donna incinta.
Mentre la gente gli scappa, io addomestico il sole. Nelle ore, acquisto una sorta di coriacità perversa che mi permette d’invitarlo e di affrontarlo, snobbandone gli effetti sulla mia lucidità. Voglio ringraziare Dio, chiedergli perdono per il vino – ma il vino rosso fa bene, contiene antiossidanti – allora chiedo scusa solo per la sambuca nel caffè… Ma ringraziare Dio e la Vita per una giornata del genere, che è una ghirlanda perfetta, non è che ringraziare quel magico Regista di tutto questo, che io osanno e riverisco, per sempre frustrata e impossibilitata a riprodurre come vorrei (e come Gli dovrei) le sue acrobazie.
(Sonia Serravalli)
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categoria:poesia, scrivere, riflessioni, vita, diario, emozioni, viaggi esperienze altre culture