martedì, maggio 29, 2007
Copertina da linkCopertina ORO DI DAHAB
L'ORO DI DAHAB

... vi aspetta tutti in libreria, a raccontare l'ultimo mio tentativo di rendermi camaleonte, dentro la vita d'altri, e finalmente ponte, nell'intento di avvicinare formae mentis e persone.
Senza dolore non si può veramente ritornare vincitori. Ma senza comprensione non si conosce nè vittoria nè ritorno.
Sonia Serravalli
postato da: SibillaGitana alle ore 21:34 | Permalink | commenti (20)
Commenti
#1    02 Giugno 2007 - 10:35
 
Mmm lo leggerò volentieri. Grazie Sonia, e auguri per un blog che promette molto!
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#2    04 Giugno 2007 - 05:20
 
Grazie a te caro amico, sei il primo a lasciar qui una sua impronta: mi porterai fortuna, sono poco tagliata per la vita virtuale e studiarmi il manuale per creare il blog mi fa un pò ammattire, dunque ti ringrazio di cuore!! :-) Sonia
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#3    03 Agosto 2007 - 21:31
 
Ciao Sonia :-)

Scopro per caso, come spesso avviene in Internet, che hai scritto un libro!

Complimenti, appena passo dalla Feltrinelli (o da Mel Books?) lo acquisto.

Un saluto,
Stefano (ma sìììì che ti ricordi di me )
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#4    11 Agosto 2007 - 20:10
 
Dear Sonia ...

all the energy from Sinai for YOU and your project ... cya in oktober ...
baci Klaus
utente anonimo

#5    19 Agosto 2007 - 18:03
 
Thank you Klaus e grazie Stefano!! Ci conto :-) Kuesse, baci!!!
V.v.b. Sonia
utente anonimo

#6    17 Ottobre 2007 - 00:47
 
Io ho letto il libro di Sonia e devo dire che è stato per me come respirare l'aria dell'Egitto...l'Egitto autentico, diverso da quello di hotel e resort.
Le sensazioni che mi ha lasciato sono molto forti, proprio come quelle che ho vissuto durante i miei numerosi viaggi a Sharm e nel Sinai.
Chi ama l'Egitto e chi vuole scoprire un l'Egitto autentico deve assolutamente leggere il libro di Sonia!

Hayaty
utente anonimo

#7    17 Ottobre 2007 - 10:02
 
Grazie Hayaty.

Agosto 2007:

L'ORO DI DAHAB riceve il prestigioso Premio Nazionale Rhegium Julii.
Di seguito le recensioni:

INCONTRO CON SONIA SERRAVALLI
“L’ORO DI DAHAB”
(ED. IL FILO)

Sonia Serravalli è nata a Ferrara trentatré anni fa. Traduttrice e operatrice turistica, ne L’oro di Dahab - Creando ponti racconta il tragico attentato vissuto in prima persona. La sua testimoninza è stata già raccolta da RAI, Mediaset, Sky, CNN e da televisioni, quotidiani e radio di tutto il mondo.



"L’odore del deserto avvolge tutto, secca il naso e le labbra e in breve tempo crea quella penetrante dipendenza che costituisce le fondamenta del mal d’Africa.
Il deserto del Sinai spinge dentro gli occhi. Vuole entrare e renderti di polvere."
L’Egitto di Sonia Serravalli non è quello delle piramidi e del Mar Rosso, non è un luogo di villeggiatura, ma una terra polverosa e profumata, arida e solare, matrigna e accogliente. Tra le sue sabbie si dischiude un amore passionale e contrastato tra una ragazza occidentale, che è approdata al buddismo per riempire un vuoto di pensiero, come direbbe Guccini, e un ragazzo mussulmano, radicato nel suo mondo fatto di regole e divieti. Due universi apparentemente inconciliabili. Sullo sfondo un sanguinoso attentato, rivolto a minare gli interessi occidentali a Dahab, una splendida località per vacanzieri.
Lo stile di questo diario di viaggio, che riporta alla mente Chatwin, è asciutto ed essenziale. Tuttavia esso è intriso di coraggio e passione: ogni parola è indispensabile alla trama e l’intreccio è incalzante e coinvolgente. Da una parte la cronaca di un atto terroristico, dall’altra la storia d’amore tra due individui, divisi dalla geografia, le cui anime si incontrano in quegli spazi vuoti che nessuna cultura potrà mai riempire: essi sono luoghi franchi, in cui le anime stanziano per alleggerirsi dalle angosce e vivere libere, in uno scambio di parole e profumi.
L’Amore non è soggetto alle leggi del tempo, i cicli della vita e della morte. Io e te insieme siamo stati e siamo qualcosa che cade “al di là”. E qualunque cosa accada, ti rincontrerò sempre. Qui, o altrove.
Qui o altrove? Direbbe Kundera che la vita non è qui, appunto, ma altrove… tra le pagine del nostro futuro, il quale, fin quando non diviene presente è un cosmo in divenire, che ruota placido e violento come l’Amore. In questa dimensione fatta di anima e musica non c’è ferocia, ma impeto incontenibile, verso la scoperta di sé. Un recupero delle origini, che non sono mai culturali, ma naturali, come l’acqua di una sorgente, purissima e fresca.
Che ruolo ha Dio in un rapporto d’amore? Nunu e Fares si stringono l’una all’altro e i loro scambi di sguardi nascondono i reciproci desideri. È molto difficile accettare le differenze. Sonia Serravalli ci insegna la dignità: mai rinuncerò a me stessa, pur amandoti smisuratamente. Arabi, Israeliani, Americani, Europei… uomini spinti dal desiderio di dominio… si rincorrono per annientarsi. Moltitudini brutali e individualità disorientate.
I GIOVANI DEL RHEGIUM JULII
Francesco Idotta
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#8    17 Ottobre 2007 - 10:04
 
Sonia Serravalli: L’Oro di Dahab. Creando ponti (il Filo 2006)
Recensione giuria Rhegium Julii - Reggio Calabria 2007

Un romanzo involontario. Così ci piace definire il libro di Sonia Serravalli. Scritto come un diario di viaggio, è tuttavia un romanzo, perché del genere narrativo ha le caratteristiche: è leggero, rapido, esatto, visibile e molteplice. L’inerzia, l’opacità e la pesantezza del mondo, dice Calvino, sono qualità che si attaccano facilmente alla scrittura. Quindi, il vero narratore è colui che riesce a raccontare il mondo liberando la sua parola dagli stringimenti trascendentali. (pag. 80).
Il libro di Sonia Serravalli viene presentato come un resoconto dell’attentato che sconvolse Dahab (località egiziana) il 24 aprile 2006. Tuttavia esso si pone ai nostri occhi come una struggente, moderna e travagliata storia d’amore. Una vicenda sentimentale in cui Romeo e Giulietta, nel nostro caso Aicha e Fares, non sono osteggiati da due famiglie, ma da due strutture sociali e culturali, due leviatani che si fronteggiano e calpestano i singoli, le loro microstorie, le loro umane incertezze.
Se analizziamo il titolo di questo volume riusciremo a comprendere fino in fondo quello che l’autrice ci vuole dire. L’Oro di Dahab. Creando ponti. Dahab vuol dire oro, quindi potremmo tradurre con: l’oro dell’oro. Che cosa è l’oro dell’oro. Naturalmente l’Amore. In questa località arsa dal sole, si incontrano una lei occidentale neo-buddista e un lui mussulmano e fondamentalista. La loro storia luccica come la tenerezza. Essa è fatta di desiderio e di comprensione (Lettura pag. 91). L’amore è un ponte. Il gerundio del sottotitolo “Creando” pone la dimensione di un divenire, di qualcosa che non è definitivo, ma precario. Qualcosa che tuttavia è un tentativo, dietro il quale si nasconde il desiderio di trovare un punto d’incontro, in grado di rendere possibile l’impossibile. Come può una donna occidentale cresciuta in un mondo liberale e sostanzialmente laico, convivere con un terrorista fondamentalista. Sullo sfondo, l’esplosione di Dahab diviene un mostro, un lucertolone alla Gotzilla che vorrebbe interrompere per sempre quel tentativo di creare un ponte tra oriente e occidente.
Nel libro della Serravalli si trovano spunti di riflessione di alto livello, tanto da poterli definire filosofici. La settimana scorsa sul domenicale de Il sole 24 ore è apparso un articolo di Pascal Bruckner, dal titolo provocatorio, Nelle fauci del Fanatismo. L’apostolato omicida dei folli di Dio, si legge nell’occhiello, non dimostra la vitalità dell’Islam, ma la sua fragilità. La democrazia deve arginare il mostro, a condizione però di non diventare simile ad esso. Questo è anche il dilemma che si pone Nunu davanti agli estremismi del suo uomo. In questa storia moderata e coraggiosamente realistica, l’autrice non fa uso né di rigorismi morali né stilistici. Racconta con l’onestà di chi sa che la scrittura non tollera infingimenti, non ammette doppiezze e affettazioni. (lettura pag. 89)
Questo libro è fatto di domande: l’autrice è rispettosa dell’altro, non dà mai un giudizio: è animata realmente dalla buddistica compassione, è in grado di compenetrarsi, perché il compatire viene inteso come capacità di patire insieme. Tale atteggiamento le consente di liberare la parola dai sentimentalismo e dai personalismi; le permette di cogliere le molteplicità che contraddistinguono ogni individuo. (pag. 97).
Tuttavia l’accettazione del diverso non è un’impresa facile, occorre altruismo e pazienza, coraggio. Quello degli spiriti filosoficamente allenati. Questo dimostra che il filosofo non è colui che ha studiato la filosofia, ma colui che ha la mente sfaccettata come un diamante, pochi, veramente pochi. Sonia Serravalli lo è: più di Bruckner, il quale si perde tra le vie di un confronto religioso, pressoché anacronistico.
Il filosofo non dispensa consigli, piuttosto problematizza, crea ponti, appunto, coinvolge le menti pensanti e le scuote con domande, parole, poesie, canzoni, musiche. Quale migliore domanda di una poesia o di un brano di Ludovico Einaudi?
Nunu è una donna, libera, pensante e da una certa prospettiva eretica, come lei stessa si definisce, la quale non intende commettere l’errore di coloro che credono di detenere la verità. (pag. 104).
La marcia in più gliela offre la scrittura - una scrittura da sinistra a destra - la ricerca della bellezza, da esibire, da scambiare, da offrire. (pag. 115).
Questo libro non è dunque la storia di un attentato in una strada di Dahab, ma la storia di un incontro mancato, appena sfiorato, che tuttavia dà la certezza che i ponti si possano edificare, senza buonismi, con determinazione, con passione. Sonia Serravalli merita questo premio perché la sua opera ben si inserisce nei tentativi, che i Giovani del Rhegium Julii da anni portano avanti, per sconfiggere l’apatia e il disonore, l’omertà e l’ignoranza. Umilmente ma con coraggio.
Francesco Idotta
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#9    17 Ottobre 2007 - 10:06
 
PREMI «RHEGIUM JULII 2007»
PREMIO «F. SEMINARA - OPERA PRIMA»


MOTIVAZIONE DELLA GIURIA
La necessità di un dialogo tra civiltà è urgente. Da anni siamo in guerra con le nostre coscienze, perché non riusciamo a trovare un punto d’incontro tra il nostro mondo, conosciuto e certo, e quello degli “altri”, che ci fa paura e ci porta a chiuderci. Non è facile conciliare religioni e culture, meno che mai interessi economici.
Occidentali e Arabi, l’uno di fronte all’altro. Lingue diverse e visioni del mondo eterogenee. L’Oro di Dahab, di Sonia Serravalli, viene premiato perché, fuggendo il luogo comune del “Siamo tutti uguali”, affronta i problemi di un confronto interetnico e interreligioso, ponendo all’attenzione del lettore, crudamente e concretamente, le difficoltà che dovremo affrontare, con risolutezza, se vorremo vivere in un futuro di pace, senza schiacciare il desiderio e le esigenze altrui. (F. Idotta)

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#10    17 Ottobre 2007 - 10:45
 
ciao Sonia,
sono rimasta affascinata dalla cruda verità con la quale descrivi la tua esperienza, purtroppo una storia come la tua è riscontrabile anche fra gente della stessa etnia.
Il tuo racconto sottolinea nel bene e nel male , il fascino che l'egitto esercita su tutti noi,bellissimo travolgente come il tuo uomo, ma tanto distante da i nostri così fragili principi italiani, che stranamente...quasi ironicamente , diventano più saldi proprio per la loro fragilità...
un paese può essere molto romantico, ma è pur sempre un paese con proprie connotazioni fisiche e religiose...
ho una visione molto diversa dell'egitto da quando ho letto il tuo libro..
grazie per avermi regalato un'altra prospettiva!
Marcella
utente anonimo

#11    17 Ottobre 2007 - 14:22
 
Ciao Sonia, sono fedebecks... Non potevo non farti un saluto sul tuo blog. Il libro l'ho letto tutto d'un fiato e alla fine mi sono sentita piena di quella meravigliosa atmosfera che ti prende dal primo momento che sotto il tuo aereo inizi a vedere quella terra meravigliosa.
Ti auguro tutto il successo che meriti!

A presto!
Fedebecks
utente anonimo

#12    18 Ottobre 2007 - 00:56
 
GRAZIE RAGAZZE, la forza che mi date darà vita ai prossimi!!! :-)
(non temete, ci sto già lavorando... ;-) ) Un abbraccio forte, Sonia
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#13    20 Ottobre 2007 - 20:06
 
già il fatto di aver scritto correttamente le parole latine è una garanzia... e poi adoro i camaleonti. credo che ti leggerò volentieri.
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#14    27 Ottobre 2007 - 19:51
 
Ciao cucciola ... non ti lascio commenti sul libro proprio io che l'ho visto nascere con te ... ma chi non l'ha ancora letto lo faccia subitissimooooo!!!!!!! Ti lascio un saluto in questo tuo spazio e un bacio dalla tua sorellina ... Vale
utente anonimo

#15    16 Novembre 2007 - 00:20
 
già: il caso non esiste - oppure/eppure governa il tutto.
ti penso a Dahab.
sento l'aria, calda e carezzevole.
tornerò a leggerti da sobria :)
ciao,
tam

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#16    06 Gennaio 2008 - 16:09
 
ciao bellissimo questo blog;) complimenti!Mi piace sia il template scelto sia come scrivi.;) buon anno in ritardo.
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#17    23 Giugno 2008 - 17:50
 
Non mi resta che leggerlo-
Non some sono arrivato qui..o forse si..a presto
www.nonaldenaro.blogspot.com
utente anonimo

#18    08 Dicembre 2008 - 10:24
 
ciao Sonia, ci siamo conosciuti a Dahab i primi di aprile; dovevo andare con mia moglie a Petra, ma ci furono problemi con la nave. mentre ci parlavi, ho visto il tuo libro e ho iniziato a leggerlo, finendolo prima del ritorno. Mi è piaciuto molto; te lo dico oggi, giorno del tuo compleanno, per farti anche gli auguri.
Grazie
Camillo
utente anonimo

#19    23 Gennaio 2009 - 20:05
 
E' interessantissimo questo libro, grazie per la segnalazione!
In questi giorni vedo di procurarmelo e leggerlo!
Un saluto e buon week end!
Monica
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#20    06 Febbraio 2009 - 14:24
 
GRAZIE A TUTTI RAGAZZI!!! A breve sforno un altro libro :-) Un abbraccio! Sonia
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Commenti

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